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Arteterapia

Il potenziale comunicativo dell'Arte

L’arteterapia si sviluppa storicamente dagli anni quaranta in Gran Bretagna e negli Stati Uniti come modalità di cura per reduci di guerra traumatizzati, accolti in ospedali psichiatrici. Praticata inizialmente da artisti sensibili al potenziale comunicativo dell’arte in collaborazione con psicologi e psichiatri colpiti dall’efficacia del linguaggio artistico, si è sviluppata in seguito sino a definirsi come disciplina autonoma. I campi di applicazione dell’arteterapia si sono ampliati e accresciuti, e hanno acquisto una dimensione rilevante negli interventi di prevenzione e riabilitazione di diversi disturbi psicologici e sociali.

La didattica dell’arteterapia ha radici negli insegnamenti dell’arte, della creatività e degli studi psicodinamici. I lavori artistici sono il mezzo per l’espressione e la comunicazione del mondo interno – emozioni, fantasie e pensieri – e offrono un luogo dove dare una forma visibile e condivisibile ai propri vissuti.

Art  Therapy Italiana ha tre pubblicazioni al suo attivo: due quaderni, presentati nel 1998, curati da Maria Belfiore e Luisa Martini Colli, intitolati Tra il corpo e l’io. L’arte e la danza movimento terapia ad orientamento psicodinamico” e “Dall’esprimere al comunicare. Immagine, gesto e linguaggio nell’arte e nella danza movimento terapia” (ed. Pitagora 1998), e il libro pubblicato nel 2012 in occasione  del trentennale di fondazione della scuola, curato da Isabella Bolech e Cecilia Macagno “Trent’anni di arte terapia e danza movimento terapia”(ed. Ananke 2012).

In questi testi è possibile trovare un’ampia descrizione delle teorie di riferimento dell’arteterapia secondo il modello di Art Therapy Italiana e dei suoi campi di applicazione attraverso numerosi casi clinici ed esperienze sul campo.

Le applicazioni cliniche dell’arteterapia in contesti preventivi, riabilitativi e terapeutici, sono indice dell’utilizzo attuale dell’arteterapia e della danzamovimentoterapia: dagli asili nido, agli “Alzheimer Cafè”, dalle scuole di diverso grado ai centri diurni, dagli atelier in comunità migranti al carcere, dagli ospedali agli hospice, l’arte ha sempre qualcosa da offrire e l’arte terapeuta è il  mediatore, facilitatore e portavoce delle ricchezze interiori di ogni individuo, senza giudizio e senza discriminazioni.

Da sempre Art Therapy Italiana sottolinea l’importanza del processo creativo nella relazione terapeutica, nei suoi aspetti evolutivi e relazionali. La modalità di utilizzo dei materiali artistici è di vitale importanza per promuovere e trasmettere l’espressione e la comunicazione: il linguaggio dell’opera costituisce l’elemento fondamentale del dialogo verbale e non verbale tra paziente e arteterapeuta.

L’oggetto artistico che prende vita è una presenza reale nel setting terapeutico.  Paziente e arteterapeuta partecipano all’esperienza estetica e ne sono reciprocamente influenzati, la dialettica di questa sinergia non è riconducibile alle sole parole, né al significato dell’opera stessa, ma all’estensione della conoscenza di sé e del mondo.

Lo sviluppo di metodologie originali (M. Della Cagnoletta “Arte terapia. La prospettiva psicodinamica” Ed. Carrocci, 2010 – P. C. Luzzatto “Arte terapia. Una guida al lavoro simbolico per l’espressione e l’elaborazione del mondo interno” Ed. Cittadella. 2008) studia il ruolo del processo creativo e dell’immagine in arteterapia, integrando la funzione dell’arte e le teorie psicodinamiche con i più recenti studi psicoanalitici, psicobiologici e delle neuroscienze.

Il tutto con lo sguardo proprio dell’arteterapeuta, che pone al centro della relazione il suo esserci, i materiali, il processo creativo e il prodotto artistico.

 

I lavori artistici sono il mezzo per l’espressione e la comunicazione del mondo interno – emozioni, fantasie e pensieri – e offrono un luogo dove dare una forma visibile e condivisibile ai propri vissuti.